LE MALGHE |
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La Malga è un’azienda agricola temporanea: è attiva da 90 a 120 giorni all’anno. È costituita da un pascolo e da infrastrutture di servizio:
Nel pascolo ci sono le pozze, dove la mandria si abbevera. La malga è sempre recintata. È gestita da un malghese che, quasi sempre è casaro (sa fare il formaggio) e da vaccai (che accudiscono le mucche) o da pastori. |
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LE MALGHE DELL'ALTOPIANO |
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| Sull’Altopiano le malghe sono 87, però 77 appartengono degli otto Comuni che fanno parte della Comunità montana “Spettabile reggenza dei 7 Comuni”, le altre 10 sono dei Comuni di Castrano, Lugo e Calvene, della Comunità montana “Dall’Astico al Brenta”. Tradizionalmente le malghe si caricano ai primi di giugno e si scaricano il 21 settembre (S. Matteo), giorno di fiera ad Asiago. | |
LA VITA IN MALGA |
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Il cane del malghese corre a comando a radunare le mucche che devono essere munte dopo aver passato la notte a pascolare e a riposarsi. Verso oriente comincia ad albeggiare. Inizia così ogni giornata in malga. Quando le mucche arrivano nella stalla inizia la mungitura che viene ultimata verso le 8 circa. Il latte viene messo in una vasca refrigerata in attesa dell’autobotte del caseificio o viene messo nella caldaia per la trasformazione in formaggio. Segue la pulizia dell’impianto di mungitura e della stalla e una veloce colazione che, ora come un tempo, è a base di polenta abbrustolita e un po’ di formaggio o salame. Devono poi pensare all’alimentazione dei maiali. Si aggiungono crusca, tritello, farina d’orzo o di mais al siero residuo della lavorazione del latte. |
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