TOPONOMASTICA SOTORICA
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Val Capra. Tratto della Valvecchia (v.) in cui confluiscono a ventaglio diverse vallicole minori, come quelle che discendono dai Lazzaretti (v.), dai Ceschi (v.), dai Carpenedi (v.) e dalla Piazza (v.).
La denominazione è molto antica e significativa (come del resto quella di Valvecchia (v.) e di Sasso Rosso (v.)) e resta ad indicare il profondo influsso dell'italianità su un'area da lungo tempo alloglotta (A.S.Vi., Atto Not. Battista Ferrazzo, 16 gennaio 1492).
Val Celarghe. Il 2 ottobre 1768, Antonio Marcolongo fu Domenico cede al comune di Foza, in cambio di un prestito in denaro, due campi e cento tavole di terreno «in contrà Valcelarghe» (A.S.Vi., Atto Not. Michele Lazzari, 2 ottobre 1768). Vedi: Celarghe e Crachental.
Val Cestona. È una valle che, formata dal ventaglio di vallette fra Gavelle (v.) e gli Ori Chiomenti (v.), si dirige con breve corso verso mattino cioè verso gli strapiombi rocciosi (in cimbro Storie) della Valgadena.
Il significato del nome (dal cimbro Ke = alle + Stoner (Stona) = Rocce) è, infatti, quello di: «Alle Rocce».
Fra le famiglie più largamente presentì colle loro proprietà in questa valle si possono ricordare i Martini, i Carpanedo e gli Oro.
Vedi: Cestona.
Val di Miela. È la valle che, scendendo dalle montagne del Miela, confluisce nella Val Frenzela (v.).
Prende nome dalla montagna omonima e separa il territorio di Foza da quello di Gallio (A.S.Vi., Atto Not. Ferdinando A. Omizzolo, 23 ottobre 1747).
Val Frenzela. Valle che scende da Gallio verso Valstagna (v.) e fa anche da confine fra Foza e i comuni di Gallio, di Asiago e di Valstagna.
Dalla fine del Trecento, venuta meno la funzione tradizionale della Valvecchia (v.), come via di traffico di legname colla Valle del Brenta, ne ha preso il posto, diventando da allora la principale arteria di comunicazione coli'Altopiano, sino alla metà dell'Ottocento.
Sembra che il suo nome originario fosse quello di Valstagna (v.) (A.S.Vi., C.R.S., Monastero di San Felice di Vicenza, B. 529, pergamena 1 novembre 1229) e che il nome attuale, impostosi a partire dalla fine del Trecento su quasi l'intero percorso della valle, significhi Valle dei foresti (da Frensch = foresto + il suffisso aggettivale -ena, come Gald-ena). Per altre interpretazioni, si veda: D.A. Sartori, op. cit., p. 30.
Val Gadena. E la via naturale, più antica forse, che dalla Valle del Brenta conduce ai pascoli e ai boschi di Marcesina.
Dal 1434 rappresenta, una volta per sempre, il confine orientale di Fo-za con Enego (A.S.Vi., Atto Not. Francesco Brancar, 11 giugno 1434).
Il suo nome originale è quello di Val Galdena, ovvero la Valle che conduce ai Boschi (da Waldein = al bosco o ai boschi) o anche la Valle che conduce a Gallio (da Galedum).
Valla. Località al punto di innesto del Corigolo (v.) coll'antica via o sentiero delle Laite (v.): « in contrà della Valla al Corigolo », si dice in un contratto di vendita del 1617 (A.S.Vi., Atto Not. Michele Lazzari, 30 settembre 1767).
Il toponimo, data la configurazione del posto, che ha senz'altro a che fare con l'italiano «valle», appare vivo sino alla metà dell'Ottocento (A.S.Vi., Foza, Mappa Austriaca del 1850, £ 1).
Valle Tanna del Gaspero. Valle boscosa, che si trova nella zona dello Xo-mo, nelle vicinanze di Albi e delle alture dei Chemplen (A.C.F., Del. Cons. Com., 31 dicembre 1894, n. 736).
Vedi: Tanna del Gaspero.
Val Pelosa. Valle che scende alle spalle del Tonderecar (v.) e corre in direzione nord, sino a raggiungere l'antica strada che, salendo per lo Zomo (v.) a Malga Fratte (v.), reca al Ronchetto (v.).
Il nome, ancora attuale (A.C.F., Del. Cons. Com., 31 dicembre 1894, n. 739), vive a partire dai documenti del Sei e Settecento (A.S.Vi., Atto Not. Crestan Menegatti, 24 luglio 1660; Atto Not. Cristano Alberti, 23 novembre 1719). Si tratta di località famosa, soprattutto, per i boschi di faggio da carbone.
Val Piana. Località facente parte un tempo del colonnello di Stona (v.). Come il resto del territorio di Foza, direttamente interessato ai rapporti di commercio col piano, anche questa valle, antica via di transito del legname diretto a Valstagna, reca una denominazione italiana.
In qualche documento del Cinquecento è chiamata anche Valle Prana (A.S.VL, Atto Not. Pietro Maino, 20 ottobre 1577). Il suo nome, italiano di origine, che rispecchia la sua conformazione geomorfìca, durerà incontrastato sino ai nostri giorni.
Valstagna. Non occorre ricordare che, prima di essere un paese confinante con Foza, è una valle che, iniziando più o meno ai Ronchi di Gallio, segnava, il confine occidentale di Foza sino al paese e comune di Valstagna.
La prima volta che compare questo nome è in una lite confinaria con Angarano, definita nel 1205 da Ezzelino II il Monaco, recatosi appositamente in sopralluogo allo sbocco della Valle Valstagna (G.B. Verci, C.D.E. doc. 74, 3 ottobre 1205).
Il nome ricompare una seconda volta in un contratto di affittanza dei monaci del monastero di Campese del 1209 (A.S.M.F. San Benedetto Po, cart. 208,16 ottobre 1209). E quindi, una terza volta, nel 1229, in un contratto di locazione dei pascoli di Longara e del Zovo di San Felice, fatta dai monaci del monastero di San Felice di Vicenza, dove la valle segna il confine occidentale dei pascoli in questione, posti « fra il Zovo di Gallio, Foza e appunto la Valstagna»: «unum montem qui dicitur mons Longa-re et unum alium qui vocatur Zovus Sancti Felicis coherentem Zovo Ga-ladi, ab alio Foza et de subter Valstagna » (A.S.Vi., C.R.S., Fondo di San Felice, B. 529, 1 novembre 1229).
Il toponimo, probabilmente di origine latina (Vallis = valle + Stamnea = degli stagni o stagnante) designava all'origine la valle in tutto il suo percorso da Gallio al Brenta. Coll'aprirsi della valle, verso la fine del Trecento, ai nuovi traffici di legname con TAltopiano, il nome verrà gradualmente sostituito e soppiantato da quello di Val Frenzela (v.)
Valstagnolla. Vedi: Val Vecchia o Zonental.
Val Vecchia. Valle che, scendendo in direzione di mezzogiorno, mette in comunicazione il Miela (v.) e i suoi boschi di legna con la Valle del Brenta.
Prima della sentenza di Bonzilio Velo (1398), era l'arteria principale dei traffici di legname dell'Altopiano con Valstagna.
Sino ad allora, il suo nome, a quanto sembra, doveva essere (almeno al suo sbocco nella Valstagna) quello di Valstagnolla (GB. Verci, C.D.E., doc. 74, 3 ottobre 1205). Per la sua parte a monte, pare invece fosse chiamata Zonental (v.) o Valle del Sole.
Dopo di allora la valle, destinata ad un lento ed inarrestabile declino commerciale, comincia ad andare in desuetudine e assume il nome attuale di Valvecchia (A.S.Vi., Foza, Mappa Austriaca del 1835, f. 14).
Vedi: Zonental.
Vanzo. Vedi: Miela Davanti.
Nei secoli passati, e cioè a dire nel Cinque, Sei e Settecento, era chiamato con questo nome il prolungamento meridionale della montagna di Miela (v.), che scende col suo dorso dall'attuale Montagna Nuova (v.) sino a Costalta (v.).
Il toponimo deriva dal vocabolo Avantius (sottinteso mons), cioè Montagna che sta davanti.
Vento. Vedi: Col Vento.
Villa. Era cosi chiamata, nel Cinquecento, la contrada della Piazza (v.). In questa contrada vi avevano le loro case padronali i Marcolongo (A.S.Vi., Atto Not. Andrea Fincati, 15 agosto 1531), i Chiomento (A.S.Vi., Atto Not. Andrea Fincati, 8 novembre 1534), e i Contri (A.S.Vi., Atto Not. Andrea Fincati, marzo 1545). Vedi: Gavette.
Vuxi. Menda dei Lunardi che dà nome alla contrada omonima a nordovest della Piazza (A.S.Vi., Foza, Mappa Austriaca del 1835, f. 3).
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Tratte dal libro di Don. Franco Signori "Foza una Comunità una Storia". |