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TOPONOMASTICA SOTORICA

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Magherbisa. Oggi la località è chiamata anche Magrebisa ed è caratterizza­ta da un prato, in contrà del Pubel (v.), un tempo, verso gli inizi del Sette­cento, posseduto dai fratelli Gregorio, Mattio e Vincenzo Cappellari e confiscato loro dal comune, in seguito alla sanguinosa lite coi Lunardi (A.S.Vi., Atto Not. Ferdinando A. Omizzolo, 9 luglio 1715). Il suo nome (Da Mager = magro + Bisa = prato) significa Prato Magro.

Marcesina. Il toponimo è connesso colla natura umida e paludosa di parte di questa montagna, al confine settentrionale del territorio comunale. Si tratta di località lungamente contesa fra i comuni dell'Altopiano e Grigno (secoli XIII-XVI), ma anche fra i comuni di Enego e Foza, sia per il pascolo che per il taglio della legna, e quindi importante per la vita eco­nomica dei fozesi. Il suo collegamento con Foza era assicurato dalla nota strada per Marcesina che, partendo dai Cruni (v.) raggiungeva la Valvecchia (v.) e qui si diramava in due sentieri distinti, che proseguivano, l'uno per la Valvec­chia, diretto alle malghe di Lora (v.) e di Slapeur (v.) e l'altro per il passo del Zomo (v.), diretto al Ronchetto (v.). Una terza via, che oggi è anche la più frequentata, partiva e parte dai Lazzaretti e salendo per la costa del Badenecche (v.) reca al Ronchetto (v.) e di qui a Marcesina.

Marcolonghi. La contrada, che prende nome dalla famiglia fozese dei Marcolongo, una delle più antiche e rappresentative della comunità (Ve­di: A.S.VÌ., Atto Not. Battista Ferrazzo, 6 aprile 1481), è già presente nella toponomastica locale, a partire dal 1568 (A.S.Vi., Atto Not. Andrea Finca­ti, 5 gennaio 1568). Con ogni probabilità, essa va ubicata in Valcapra.

Martini. Contrada della Valpiana (v.), situata nella località omonima, a nord- ovest dei Mercar (v.). Il suo nome emerge dai documenti storici, verso gli inizi del Settecen­to (A.S.Vi., Atto Not. Stefano Menegatti... ); ma la famiglia Martini a Foza figura nelle liste degli uomini di comune, a partire dal 1491 (A.S.Vi., Atto Not. Battista Ferrazzo, 15 giugno 1491).

Matta. O anche Matte. Vasta zona boscosa a nord del Castelgotnberto e del Tonderecar (v.), da cui la comunità può attingere parte delle sue entrate e delle sue finanze (A.C.F., Del. Cons. Com., 7 settembre 1903). Cosi viene chiamata anche una fontana, in località Ronchetto (v.). La vai Matta o Mata compare in un contratto di locazione di vari bo­schi del comune a GJ3. Marcolongo e Valentino Cappellari nel 1673 ed è configurata come contigua alla strada del Ronchetto (v.) (A.S.Vi., Atto Not. Marco Lunardi, 1 novembre 1673). La fontana della Matta, invece, è menzionata in un altro contratto di locazione comunale di cent'anni dopo, ed è indicata come punto di par­tenza del Ronchetto (v.) (A.S.Vi., Atto Not. Michele Lazzari, 5 gennaio 1773)- Vedi: Col della Matta.

Meleche. Il toponimo significa Col di Miela o Montagna di Miela (v.). E, con ogni probabilità, a partire da questo toponimo originario che è ve­nuto in seguito a formarsi l'attuale toponimo di Meletta, che designa sia la Meletta di Foza che quella di Gallio, anticamente (secoli XI-XIV) chiamata Giogo di San Felice. Vedi: Miela e Meletta.

Meletta. E la trasposizione italiana del « cimbro » Meleche, che significa Ci­ma del Miela. Attualmente designa la parte dell'antico Miela, immediatamente so­vrastante il paese di Foza e anche una delle malghe comunali, di cui è ric­ca la montagna (A.C.F., Del. Cons. Com., 21 gennaio 1922, n. 365; 23 otto­bre 1928, n. 123SS). Il nome di Miela, infatti, anticamente assegnato a tutta la montagna di Foza (secolo XI-XIII), si è col tempo disintegrato in vari toponimi come: M. Spil, M. Fior, M. Castelgomberto e Meletta di Foza... Vedi: Meleche, e anche Miela.

Mempar. Piccola valle, al di sopra di Ribenach (v.). Deve il suo nome di origine tedesca alla presenza di un sorbo dalle foglie lanuginose e dalle bacche dolci e farinose.

Menegatti. Località, nominata come contrada in un atto di compravendita del 1736, in cui il comune, per saldare un debito di 200 ducati, vende, fra l'altro, sei campi di terra al signor Antonio Perii di Valstagna, « in contrà Menegatti» (A.S.Vi., Atto Not. Giacomo Lunardi, 17 gennaio 1736». A due secoli e mezzo di distanza nel tempo, la stessa contrada, oggi, si chiama Steiner (v.).

Mengar. Piccolo abitato, ormai del tutto deserto e abbandonato, sulla costa destra del Crachental (v.), nei pressi di Righereche (v.) o colle dei Rigo (A.S.Vi., Atto Not. Michele Lazzari, 3 luglio 1763).

Mercar. La contrada dei Mercar (probabilmente dal verbo cimbro merchan, che significa marcare, o fare il marchio o la noda alle travi tagliate nei bo­schi, donde il soprannome dei Marcolongo) si trova in Valpiana (v.). Nel Settecento, faceva parte del colonnello di Stona (v.) (A.S.Vi., Indi­ce dei Protocolli di Michele Lazzari, 1755-1806).

Miela. È la montagna storica di Foza, menzionata con la denominazione di Fugia nell'atto di donazione di Ermiza al monastero benedettino di Villa-nova (GJ3. Verci, Codice Diplomatico Eceliniano, doc. 7, 29 aprile 1085) e quindi in quello di vendita di Ezzelino il Monaco al monastero di Cam-pese (G.B. Verci, op. cit., doc. 72, 20 settembre 1202). La prima volta che la montagna è chiamata Miela è in un documento di fittanza del monastero di Campese del 1248 (A.S.M., Fondo di Religio­ne, Pergamene di San Benedetto Po, C. 208, 28 giugno 1248). Il nome (dal tedesco Mehl = farina + Ach = colle) è abbastanza comune nell'Altopiano (Confronta: Melago... ) ed è dovuto alla diffusione delle farinelle, un'erba commestibile di alta montagna ben nota ai pastori. Nel Cinquecento, l'intera montagna di Miela appare distinta in tre corpi: Miela Davanti 0 Vanzo (v.), che è il prolungamento di montagna a sud dell'attuale monte Spil (v.); Miela di Dietro, o Campogallina che in se­guito prenderà nome di Tonderecar (v.); e Miela Grande, che allora com­prendeva l'intero sistema orografico, attualmente suddistinto in M. Mie-la, M. Spil, M. Fior, e M. Castelgomberto (A.S.Vi., Atti Not. Gaspare Gia-nese, 7 ottobre 1540; 9 novembre 1544; Atto Not. Andrea Fincato, 23 feb­braio 1528). Il nome, invece, di Meletta (v.), almeno nei documenti storici che van­no dal Cinquecento (A.S.Vi., Atto Not. Andrea Fincati, 3 novembre 1537) sino agli inizi dell'Ottocento, appare riservato alla Meletta di Gallio.

Miela Davanti. Vedi Miela e anche Vanzo.

Miela di Dietro o Campogallina. Con questo nome era chiamato, a quanto pare, in antico, il monte Tonderecar (metri 1673 s.m.) (A.S.Vi., At­to Not. Gaspare Gianese, 9 novembre 1544). Il suo nome doveva suonare come il corrispettivo di Miela Davanti o Vanzo (v.). Vedi: Campogallina.

Minchel. Località nelle vicinanze dei Cruni (v.), all'inizio della vecchia strada del Rotenbec (v.), che termina al Zomo (v.) (A.S.Vi., Atto Not. Ferdinando A. Omizzolo, 17 agosto 1740). Deriva dal nome Michele, destinato a diventare col tempo un sopran­nome dei Cappellari. Vedi: la voce Cappellari, in Antiche Famiglie fozesi e loro soprannomi.

Mittereche. Nella divisione dei beni patrimoniali dei Peranzani di Gavelle (v.), alcuni beni di famiglia venivano a trovarsi «in contrà del Mitterhe-che o Colle di Mezzo (da Mitter = di mezzo + Eche = colle) (A.S.Vi., Atto Not. Antonio Fincati, 18 settembre 1618).

Montagna Nuova. Oltre a quell'articolazione anteriore dell'antico Miela, che nei documenti del comune dei secoli XV-XVII passa col nome di Vanzo, il toponimo oggigiorno designa anche una delle malghe comuna­li più floride e interessanti, la malga appunto di Montagna Nuova o Montagnanova. (A.C.F., Del. Cons. Com., 21 gennaio 1922, n. 365; 23 ot­tobre 1928, n. 123SS). Nell'anteguerra del 1915-18 si chiamava Malga Frattoni. Vedi: Vanzo e Frattonì.

Morto. Ovvero Col del Morto. Località nei pressi della Val Pelosa, dove un tempo si soleva far carbone. Deve il suo nome, secondo la leggenda, ad un carbonaio trovato « mor­to», carbonizzato sul suo «poiato».

Mortolo. Nei dintorni della Valpelosa (v.). Località dove, agli inizi del se­colo, il comune ricercava il suo legname da commercio (A.C.F., Delibe­razioni del Consiglio, n. 126, 2 aprile 1913).

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Tratte dal libro di Don. Franco Signori "Foza una Comunità una Storia".

 

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