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TOPONOMASTICA SOTORICA

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Fagaretto. «Bosco di Faggio », pianta emblematica di Foza, legata alla sua origine e al suo nome, o « Nemus Fagaredi ». Designava in antico (1448) la costa meridionale dell'intera montagna di Miela (v.) (A.S.Vi., Atto Not. Folle del Ferretto, io ottobre 1448). Più tardi, il toponimo sembra essersi ridotto a denominare il bosco di faggio, al di sotto della vecchia strada per il Zomo (v.) (G. Nalli, Epitome di nozioni storiche economiche dei 7 Comuni Vicentini, Venezia 1895, p. 108).

Fagarolo. O anche Fogarolo o Figarolo. È il nome antico della montagna Monte Fior (alta m. 1824 s.m.) (v.). Si rifa anch'esso al faggio, pianta tipica e caratteristica di Foza.Il toponimo resta vivo nei documenti della comunità, sino agli inizi dell'Ottocento (A.S.Vi., Foza, Mappa Perimetrale Napoleonica del 1813 e Sommarione, lxvii). In antico, ad esempio, nella sentenza confinaria del 20 agosto 1428 (D. Brotto, Stona del Canale di Brenta..., p. 504), il toponimo (ma è poi lo stesso o meglio designa la stessa località?) compare come termine confi­nario fra il territorio di Foza e quello di Enego (Marcesina). Vedi: Fluur.

Falde di Ronchetto. Località, ricca di boschi di larici e abeti, sfruttata dal comune per il taglio del legname da commercio (A.C.F., Del. Cons. Com., 21 giugno 1907). Vedi: Ronchetto.

Fartineche. Era cosi chiamata la dorsale settentrionale del Sasso Rosso (v.), che scende dolcemente, in direzione nord, fra il Crachental (v.) e la Val-vecchia (v.), giungendo sino ai Carpanedi (v.). Il toponimo, piuttosto antico, di origine tedesca, trova ininterrotto ri­scontro nei documenti fozesi, dal 1663 alla metà dell'Ottocento (A.S.Vi., Atto Not. Crestan Menegatti, 8 marzo 1663; Foza, Mappa Austriaca del 1850). Verso la fine del secolo scorso, dava ancora nome ad una contrada, chiamata appunto Fartanecche (A.C.F., Del. Cons. Com., 7 maggio 1894).

Fedigrube. Vedi: Grabo.

Fior. Montagna alta metri 1824 s.m., che sovrasta da nord il paese di Foza e rappresenta la cima più alta dell'antica montagna di Miela. Vedi: Vanzo e Fluur.

Fiacchi. Secondo la Mappa Perimetrale di Foza del 1813, la località che reca questo nome (di probabile origine familiare) si colloca sulla strada per Gallio, fra Stona (v.) e Ebbena (v.) (A.S.Vi., Foza, Mappa Perimetrale Na­poleonica del 1813, e Sommarione, xxxvm).

Fluur. Località riscontrabile nella toponomastica di Foza, sino agli inizi dell'Ottocento (A.S.Vi., Foza, Mappa Perimetrale Napoleonica del 1813, e Sommarione, lix e lvii). Dal suo nome (ultimo risultato corrotto di Fogarolo?) sarebbe, co­munque, spuntato, verso la fine dell'Ottocento, il toponimo Fior. Vedi: Fior.

Fogarolo. Vedi: Fagarolo.

Fontana. Un documento del secolo XVI parla di « contrada della Fontana » (A.S.Vi., Atto Not. Pietro Maino, 11 settembre 1573), e un altro del secolo XVII di « Bosco della Fontana » (A.S.Vi., Atto Not. Marco Lunardi, 22 lu­glio 1681). E presumibile si tratti della stessa fontana, designata dai toponimi di origine tedesca Prunebalt (v.) e Prontal (v.) e ubicata nei pressi dei Cruni (v.), al di sotto dell'attuale strada che parte dalla Piazza per dirigersi verso Enego (A.S.Vi., Foza, Mappa Austriaca del 1834, f. 3).

Fontana Biasia. Una delle fontane che, nell'Ottocento, rifornivano d'ac­qua le contrade del paese. Intorno ad essa, gli abitanti della contrada Bia­sia nel 1886 avevano anche la possibilità di rifornirsi di legna combustibile (A.C.F., Del. Cons. Com., 29 marzo 1886).

Fontana Bona. O Fontana delle Fate. È località chiamata in causa dalla do­cumentazione storica di Foza, agli inizi del nostro secolo, in relazione alla teleferica degli Oro sul Crachental (v.). Designava, allora, l'ultimo ap­prodo o la stazione di arrivo della teleferica stessa, giù in Valgadena (A.C.F., Del. Cons. Com., n giugno 1904).

Fontana del Conzato. Altra fontana del comune di Foza, viva e presente nella toponomastica di fine Ottocento. Nel 1886, il consiglio approvava di farla ingrandire e intonacare, perché servisse di acqua potabile la popola­zione del paese (A.C.F., Del. Cons. Com., 20 ottobre 1886).

Fontana degli Albii. Appartiene alla toponomastica attuale. Si tratta di una fontana con abbeveratoi (« Albi » o « Alvei ») sulla costa settentriona­le del Tonderecar (v.). Vedi: Albi.

Fontana delle Fate. Vedi: Fontana Bona.

Fontana dell'Orso. Località boschiva, sulla costa settentrionale del monte Miela, nelle vicinanze dei Tre Pali (v.). Il 23 novembre 1892, il consiglio adottava un nuovo sistema di taglio, detto «a fascie regolari», incomin­ciando dalla Fontana dell'Orso fino ai Tre Pali (A.C.F., Del. Cons. Com., 23 novembre 1892; 23 aprile 1894).

Fontanel del Séssel. Piccola sorgente o fontana, a cinquecento metri circa dal termine della strada di Val Pelosa (v.), che deve forse il nome alla pre­senza di qualche capitello o «sacello».

Foza. Vedi trattazione del toponimo, all'inizio di questa Storia.

Fratte. Il vocabolo indica, in genere, un bosco tagliato e trasformato in pascolo. Foza, bisognosa di pascoli per le sue pecore, aveva « sfrattato », verso la metà del Cinquecento, il bosco a settentrione del Zomo (v.) e ad oriente della vecchia strada che conduceva in Marcesina, e la zona pascoliva cosi creatasi (un migliaio di campi circa) era venuta a chiamarsi « Le Fratte » (A.S.Vi., Atto Not. Gianesino Fincati, 1 novembre 1562). Parte della montagna delle Fratte, riservata a bosco, verrà « sfrattata » cioè tagliata e ridotta a pascolo, tra la fine del Cinque e l'inizio del Seicen­to, dai carbonari di Foza e di Valstagna. Donde il nome di Fratte Nove (A.S.Vi., Atto Not. Pietro Maino, 8 gennaio 1580). In località Fratte, nell'Ottocento, il consiglio comunale concedeva li­cenza di scavo di pietre per le nuove case in pietra del paese (A.C.F., Del. Cons. Com., 16 ottobre 1893).

Frattoni. Dagli inizi dell'Ottocento, recano questo nome i fianchi della Meletta di Foza che guardano la Val Miela (v.) (A.S.Vi., Foza, Mappa Pe­rimetrale Napoleonica del 1813, e Sommarione, lxxiv). Il 30 ottobre 1885, il Consiglio del Comune di Foza approvava che al posto delle malghe Lora e Miela venisse costruita, a spese del comune, la malga Frattoni (A.C.F., Delibere del Consiglio Comunale di Foza, 15 di­cembre 1885). Per il significato del toponimo si veda: Fratte. Vedi anche: Montagna Nuova.

Funicolare. Località del Crachental (v.), dove « Tin Mercante » (alias Va­lentino Oro fu Giacomo), insieme ad Oro Gio Maria fu Giobatta, agli in-zi del secolo (1904), costruì una funicolare che collegava Foza alla « Fon­tana Bona, detta anche delle Fate », nell'ultimo tratto della Valgadena (v.) (A.C.F., Delibere del Consiglio, 11 giugno 1904, n. 471). Vedi: Fontana Bona.

Furlani. Piccola contrada, a settentrione dei Carpanedi (v.), su un dosso della Val Cestona (v.). Un tempo, il suo nome era quello di Binchel (v.).

Futa. O Pian della Futta. Località tra Ravanelli (v.) e Bocchetta Lora (v.), caratterizzata da scogliere rocciose, un tempo frequentate dai pastori. As­segnata, agli inizi del secolo, per confine della malga delle Comunanze, detta Xomo (A.C.F., Del. Cons. Com., 28 dicembre 1909). Vedi: Rutta.

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Tratte dal libro di Don. Franco Signori "Foza una Comunità una Storia".

 

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