TOPONOMASTICA SOTORICA
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Ebenle. Il toponimo, che in lingua tedesca significa «piano», designa una località della montagna prospiciente il paese, compresa fra altre denominazioni di luogo riportate dalla Mappa perimetrale del 1813, come Fluur (v.), Fogarolo (v.), Miela D'Avanti (v.) e Lora (v.) (A.S.Vi., Foza, Mappa Perimetrale Napoleonica del 1813 e Sommarione, lxvh).
Ecar. Significa colle e designa attualmente la contrada Alberti (v.).
Eche o Ecche. Denominazione generica, di origine cimbra, che serve comunemente da suffisso in tanti toponimi composti, come Durneche, Gaireche, Badeneche ecc.. e significa altura, colle. Da sola, designa, nella Mappa Austriaca di Foza del 1834, un piccolo abitato a sud-est dei Téssar di Sotto, raggiunto dalla strada dei Martini (v.).
Echele. Località valliva, sulla montagna di Miela, contigua a Dristecco (v.) e alla Meletta di Gallio, contesa per oltre un secolo fra le due comunità di Gallio e di Foza. In un documento del 1771 è chiamata anche Ecchele Posgruba (A.S.Vi., Atto Not. Michele Lazzari, 17 febbraio 1771): denominazione rimasta viva sino ai nostri giorni (A.C.F., Delibere del Consiglio Comunale di Foza, 15 dicembre 1885). Il Brentari, nella Guida Alpina dell'Altopiano dei Sette Comuni, la chiama Postgruba (O. Brentari, op. cit., p. 220), ma è più probabile il toponimo primitivo, che dovrebbe voler dire « Fossa della Posta » (luogo di pascolo). Vedi: Posgruba.
Enchele o Enghe. Stretto passaggio nella roccia, a strapiombo sulla Valga-dena, a sud della contrada Ori-Chiomenti.
Probabile diminutivo tedesco di Eng, che significa appunto Stretto.
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Tratte dal libro di Don. Franco Signori "Foza una Comunità una Storia". |