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Foza

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TOPONOMASTICA SOTORICA

A B C D E F G H I K L M N O P Q R S T U V Z | Indice

Caberloni. La contrada cosi chiamata trae il nome dalla famiglia Caberlon, presente nella comunità di Foza dal secolo XVIII.Nel Settecento, questa contrada dei Caberlon, soprannominati anche Cheler, faceva parte del colonnello di Stona (v.) (A.S.Vi., Atto Not. Lazza­ri Michele, Indice dei Protocolli, anni 1755-1806).

Calcara. Questa località, adibita alla produzione del calcare da calce, in un atto di divisione dei beni patrimoniali dei fratelli ed eredi di Francesco Stona del 1625, appare situata nella contrada e colonnello di Stona (v.), «In loco della Groba» (A.S.Vi., Atto Not. Antonio Fincati, 24 settembre 1625).

Calcara dei Cibi. Era cosi chiamata, verso la fine dell'Ottocento, la calcara nei pressi della strada delle Laite, da dove il comune di Valstagna chiede­va di poter estrarre il materiale occorrente alla costruzione di tre serre sul torrente Valstagna (A.C.F., Del. Cons. Com., 17 aprile 1886; O. Brentari, op. cit, p. 214). Molto probabilmente deve il nome ad un soprannome dei Ferrazzi di Valstagna.

Calten Loclen. E località situata fra il Ronchetto (v.) e la Val Pelosa (v.). Nello stesso documento archivistico (un contratto di affittanza di boschi del 1673) è chiamata anche Busetta Fredda (v.) (A.S.Vi., Atto Not. Marco Lunardi, 1 novembre 1673). Vedi: Buso del Giazzo.

Camarette. La località, nel Settecento, era chiamata anche Covole ed era ca­ratterizzata, come dice il nome, da grotte naturali, site nei pressi del Col Carpenedi (v.), al termine del Bosco Alto ovvero Hoachbalt (v.), che guarda sulla Valgadena (v.) (A.S.Vi., Atto Not. Michele Lazzari, 12 aprile 1762).Vedi: Covole.

Campigolo. Toponimo o denominazione di luogo abbastanza comune del territorio di Foza, designante in genere, come dice il nome, un « piccolo campo (v.) », come ad esempio quello del Ronchetto (v.), nei pressi della fontana della Matta (v.) (A.S.Vi., Atto Not. Michele Lazzari, 5 gennaio 1773)- Vedi: Chemple.

Campiegnele. Località della Valpiana, destinata dal comune nel 1889 ad accogliere un pozzo d'acqua potabile a servizio delle contrade Martini (v.), Kertelar (v.), Tottari (v.) e Bau (v.) (A.C.F., Del. Cons. Com., 24 di­cembre 1889).

Campo. Denominazione di luogo comune, che designava in passato e designa tuttoggi un piano pascolivo sull'alto di una montagna (Vedi ad esem­pio: Campo Gallina; Campo Cavallo e Campo di Marcesina...).

Campo. È cosi chiamata nei secoli XVII e XVIII una contrada, vicino alla Piazza (v.), nei pressi del « broletto della Calonega » (A.S.Vi., Atto Not. Antonio Fincati, 4 agosto 1619). In questa contrada, nel Sei e Settecento, avevano i loro beni di famiglia i Lunardi della Piazza (A.S.Vi., Atto Not. Antonio Fincati, 17 maggio 1624) e i Menegatti Rus (A.S.Vi., Atto Not. Ferdinando A. Omizzolo, 23 settembre 1717).

Campo Cavallo. La montagna, cosi denominata, è ricordata nella termina­zione confinaria con Gallio del 23 ottobre 1747 (A.S.Vi., Atto Not. Ferdinando A. Omizzolo, 23 ottobre 1747).

Campo del Nodar. Ovvero Campo del Notaio. Località della montagna del Sasso Rosso, rimasta famosa per qualche appuntamento notarile rela­tivo al destino della montagna stessa. Il toponimo compare in una delibe­ra consigliare del 1923, come di contrada collegata da strada comunale col Cornon e le Ghiaie del Sasso Rosso (A.C.F., Del. Cons. Com., 7 aprile 1923).

Campo dei Sambugari. Alla fine dell'Ottocento era un sito della contrada di Ribenach (v.), in località Vallesella, dove il comune aveva destinato di costruire un pozzo d'acqua potabile per le contrade Ribenach (v.) e Costar (v.) (A.C.F., Del. Cons. Coni., 22 dicembre 1889). Deve il suo nome a delle piante di sambuco.

Campogalina. La località entra, la prima volta, nella storia di Foza come pertinenza del monte Miela, in una copia trecentesca dell'atto di dona­zione del Monastero di Campese all'abazia di Polirone (3 luglio 1127) (P. Torelli, Regestum Mantuanum, Roma 1914, doc. 199, p. 141-142). Ricom­pare poi, gli inizi del Quattrocento, in occasione di una lite confinaria con Enego (1430-1434) e si configura come in parte boschiva e in parte prativa e confinante a mezzogiorno con la montagna delle Fratte (v.). A conclusione della lite, verrà divisa, quanto all'uso e alla proprietà, in tre parti: due andranno ad Enego e la terza a Foza (A.S.Vi., Atto Not. F. Branchar, 11 giugno 1434; vedi: F. Signori, Campese e il Monastero di Santa Croce, Cittadella 1984, pp. 66-67). Dal Cinquecento in poi, Campogalina appare fra le proprietà comuna­li di Foza e come tale ceduta più volte, di quinquennio in quinquennio, insieme al Vanzo (v.) e più spesso al Miela (v.) a vari locatari, sia per il pa­scolo che per il taglio della legna (A.S.Vi., Atto Not. Gianesino Fincati, 14 luglio 1585; Atti Not. Crestan Menegatti, 8 settembre 1639; 26 agosto 1663; Atti Not. Pietro Menegatti, 21 luglio 1668 e altri.). Il toponimo, se non deriva dal volatile domestico dei nostri cortili, po­trebbe anche avere a che fare con Galdena, trattandosi appunto di un pia­noro o Campo (v.) contiguo alla Val Gadena (v.). In successione di tempo, questa denominazione di luogo muterà sosti­tuita in parte dal toponimo Ronchetto (v.) e conservandosi invece sul Tonderecar (v.) chiamato anche Monte Gallina.

Caneve. Ovvero anche Cànove. Località prativa, arativa e ghiaiosa, il cui nome compare verso la seconda metà del Settecento ed è situata a Gavelle (v.), verso gli Stainer (v.) (A.S.Vi., Atto Not. Michele Lazzari, 27 giu­gno 1778; 8 settembre 1795). Il toponimo, di origine latina (Canipa), significa semplicemente « Can­tina, magazzino, luogo in cui si conservano i cereali o il vino». Vedi: Chellar.

Capille. Località ad ovest di Col Cappon (v.).

Capitello della Piazza. O semplicemente il Capitello. Era cosi chiamato, infatti, il Capitello della Piazza, che un giorno dava il nome alla contrada omonima. Nelle mappe austriache di Foza del 1834 e 1840, figura situato a sinistra della strada che dalla Piazza (v.) mena a San Francesco (v.), sul punto in cui dalla via principale si stacca il sentiero, ovvero Stakh, che scende in Val Vecchia (v.) (A.S.VÌ., Foza, Mappe del Catasto Austriaco 1835,1840). Al suo posto, verso il 1860, sarà costruito l'oratorio della Madonna della Salette: tìtolo che verrà sostituito agli inizi del nuovo secolo con quello della Madonna del Rosario. Oggi, al suo posto, anche se non nello stesso sito, sorge il monumento all'Alpino.

Capitello degli Omizzoli. Al bivio della carrozzabile che s'inerpica verso Marcesina e di quella che prosegue per Enego c'è ancor oggi un capitello chiamato degli Omizzoli, dal nome della famiglia che probabilmente l'ha fatto costruire e lo tenne per qualche tempo in custodia. La sua presenza è testimoniata nei documenti sin dagli inizi del Sette­cento (A.S.VÌ., Atto Not. Ferdinando A. Omizzolo, 16 agosto 1735). Vedi: Omizzoli o Lazzaretti.

Cappon. Vedi: Col Cappon.

Cargaor. Oggi storpiato in Cagaor. Il toponimo deriva dal latino Cargatorium (Vedi: D. Oliveri, Toponomastica Veneta, Venezia-Roma, 1961, p. 124) e designa una località situata « in contrà Gavelle », cosi chiamata perché vi si caricava la legna o il fieno (A.S.Vi., Atto Not. Michele Lazzari, 21 apri­le). La denominazione riguarda anche il sentiero dello stesso nome che reca al Ronchetto (v.).

Carota. Si tratta di contrada o abitato nei pressi dello Slunf (v.), a sud-ovest dei Téssar di Sotto (v.) (A.S.Vi., Mappa Austriaca di Foza del 1834). Deve il suo nome a un soprannome degli Aberti (v.).

Carpenè. E cosi chiamata, nel Settecento, una stradella di nome anche Hacco (v.), sita nelle vicinanze dell'Hoachbalt (v.), da dove si può arriva­re alle « Covole dette Camarette » (A.S.Vi., Atto Not. Michele Lazzari, 12 aprile 1762). A quanto pare, dovrebbe il suo nome ai Carpanedi (v.).

Carpanedi. Il nome designa sia una contrada che un colle.La contrada Carpanedi o Carpenedi (m. 1062 s.m.) si trova sopra la Valcapra (v.), lungo la carreggiabile che dal Sasso Rosso (v.) conduce ai Lazzaretti (v.) e deve il suo nome alla famiglia Carpanedo, il cui caposti­pite documentato è un certo Zuandomenego di Zuanne fu Bernardino Grassi del Carpanedo, salito a Foza da Carpane, verso i primi decenni del Cinquecento (A.S.Vi., Atto Not. Pietro Maino, 20 settembre 1574).Il Colle Carpanedi (792 metri s.m.), anticamente chiamato Gairech (v.), occupa invece lo spigolo orientale del Sasso Rosso dove la montagna, piegando bruscamente a nord, dà luogo alla costa destra della Valgadena (v.) (A.S.Vi., Atto Not. Ferdinando A. Omizzolo, 18 settembre 1750).

Castelgomberto. È il nome attuale di una montagna alta m. 1764 s.m., an­ticamente compresa nel toponimo generale di Miela Grande (v.).La denominazione sembra emergere, verso la fine dell'Ottocento (O. Brentari, op. cit, p. 220), e collegarsi alle particolari forme di rocce a gui­sa di castelli che dal territorio di Foza guardano giù verso i boschi e i prati di Marcesina. Sino allora il toponimo in uso sembra essere stato quello di Lora (v.).Su questa montagna, verso la fine estate del 1928, veniva eretto un cip­po commemorativo al Generale Euclide Turba eroe della gloriosa briga­ta «Perugia» (A.C.F., Del. Cons. Com., 23 ottobre 1928).

Castellieri. Vedi anche: Castelloni.

Castelloni. Ovvero Castellieri o Casteldèr. Il toponimo designa dei torrio­ni di roccia calcarea che si innalzano e circondano a corona il monte Mie-la (v.) ed il Monte Fior (v.). Il toponimo sembra sia già presente in una copia trecentesca dell'atto di donazione del monastero di Campese all'abbazia di Polirone (Manto­va) col nome di Castelorium, come uno dei confini delle proprietà dei mo­naci di Santa Croce sul monte Miela (P. Torelli, Regestum Mantuanum, Roma 1914, doc. 199, pp. 141-142). Oggi i Castelloni sono più conosciuti come Corone e il toponimo desi­gna le più rappresentative: quelle a sud-ovest di Monte Fior, sopra il Sor-laro (v.).

Cattagni. È l'ultima contrada o abitato di Foza, sulla via di Enego, prima di imboccare le gallerie che conducono in Valgadena (v.). E nominata in un atto di divisione patrimoniale dei fratelli Marco e Bartolamio Marcolongo del 25 ottobre 1629 (A.S.Vi., Atto Not. Antonio Fincati, 25 ottobre 1629). Deve il suo nome all'antica famiglia dei Catta-nei (cognome derivante dal patronimico militaresco Capitaneo, donde anche il nome italiano Gaetano), presenti a Foza sin dalla fine del secolo XV (A.S.VÌ., Atto Not. Battista Ferrazzo, 7 luglio 1481).

Celarghe. All'origine la pronuncia doveva essere Chelarghe. Il prefisso « Che» (anche « Ca »), come « Ghe» (o anche « Ga ») in cimbro è una preposizione di stato o moto a luogo, che significa « Al » o anche «Agli» (Vedi voci come: Che-stona, Ga-velle, Ghe-velie, Ghe-sbant ecc.). La voce Larghe, nel territorio di Foza, è una delle più antiche e docu­mentate. Ci viene riportata, ad esempio, da una delibera della convicinia generale di Foza del 15 giugno 1491, che regola il pascolo delle pecore, delle vacche e dei cavalli sulle «larghe», create nei beni del comune (A.S.Vi., Atto Not. Battista Ferrazzo, 15 giugno 1491). Il toponimo Che-larghe dovrebbe, dunque, significare Alle Larghe, come dire, ai Plezzi (v.) o Spiazzi, riservati indifferentemente a tutti gli animali di tutti gli abitanti del comune. I primi Plezzi comunali, dunque, che la storia di Foza ricordi vanno ri­cercati e identificati colla zona prativa del Crachental (originariamente * Che-larghental). Vedi: Crachental e Larlaita.

Ceschi. La contrada oggi chiamata anche Ravanelli si trova sulla via di Ene­go, fra i Cruni (v.) e i Lazzaretti (v.). Deve la sua denominazione alla famiglia omonima, presente a Foza dalla fine del secolo XV (A.S.Vi., Atto Not. Battista Ferrazzo, 15 giugno 1491) e con casa domenicale in Piazza (v.). Verso la metà del Seicento, la contrada dei Ceschi era uno dei sei co­lonnelli della convicinia comunale (A.S.Vi., Atto Not. Crestan Menegat-ti, 21 luglio 1652).

Cestona. Vedi: Valcestona.

Chellar. Valle o « grabo », ad ovest di Labental. Il toponimo di origine tede­sca o cimbra pare significhi « Cantine ». Oggi la sua pronuncia è « Chiar » o anche «Chier». Vedi: Caneve.

Chemple. Località di interesse archeologico nella contrà di Valcapra (v.) (A.D. Sartori, Storia della Federazione dei Sette Comuni Vicentini, Vicenza 1956, p. 48). Il suo nome è presente nei documenti notarili di Foza a parti­re dal 1531 (A.S.Vi., Atto Not. Andrea Fincati, 15 agosto 1531).In un atto di divisione patrimoniale dei fratelli Domenico e Battista Contri fu Michele è chiamata anche Cornato (A.S.Vi., Atto Not. Antonio Fincati, 4 luglio 1605).II toponimo, di significato comune, riferito oggi ai Chemple della Lo-ra, è di origine tedesca e significa all'incirca Campigolo (v.).

Chertal. Si tratta, come dice il nome, di una valle che nel Sommarione della Mappa Perimetrale Napoleonica di Foza del 1813 è abbinata alla con­trada Ceschi (A.SVi., Foza, Mappa Perimetrale Napoleonica del 1813 e Sommarione, CV). Il toponimo vive però anche in parecchi atti notarili, a partire dalla se­conda metà del Settecento (A.S.Vi., Indice dei Protocolli del Not. Miche­le Lazzari, 1755-1806)). Il suo significato dovrebbe essere quello di Valle della Svolta (da Khear = svolta + Tal = valle). A meno non si tratti di una deformazione del toponimo Chesertal! Vedi: Hertal.

Cheserech. Toponimo, di origine tedesca, che significa Colle della diese­rà ovvero del casolare dove si fa o si conserva il cacio (Vedi: A. Baragio-la, op. cit., p. 26). Parte dei beni divisi fra i fratelli Bortolo, Antonio, Gianese, Vittore e Vincenzo Omizzolo, il 24 settembre 1626, figura in contrà del Cheserech (A.S.Vi., Atto Not. Antonio Fincati, 24 settembre 1626). Dall'Indice dei Protocolli del notaio Michele Lazzari, della seconda metà del Settecento, il Cheserech appare incluso nel colonnello di Ga-velle (v.) e precisamente nelle vicinanze dei Cruni (v.) (A.S.Vi., Indice dei Protocolli del notaio Michele Lazzari 1755-1806).

Chesertal. Ovvero Valle della Chésera. La contrada o abitato di questo no­me compare in un atto di divisione tra i fratelli Domenico, Paolo e Stefano Marcolongo del 1543, e figura confinante coi beni dei Gheller (v.) (A.S.VÌ., Atto Not. Andrea Fincati, 9 agosto 1543). Nella suddivisione della comunità civile in colonnelli del 1572, essa viene assegnata al primo colonnello ovverosia a quello di Gavelle (v.), che si estende dalla Valgadena (v.) « usque ad vallem del Chesertal » (sino alla valle del Chesertal) o, più precisamente, « usque ad viam per quam itur in Valstagnam » (sino alla strada che mena a Valstagna) (A.S.Vi., Atto Not. Andrea Fincati, 15 maggio 1572).

Chigner. La contrada, nei documenti comunali dell'Ottocento, figura sul sentiero che dai Carpenedi (v.) conduce agli Ori-Chiomenti (v.), qua­si a cavaliere fra la Val Cestona (v.) e il Crachental (v.) (A.S.Vi., Foza, Mappa Austriaca del 1834). Deriva il suo nome da una menda dei Gheller (v.).

Chiomenti. Oggi la denominazione di questa contrada di Foza è quella di Ori-Chiomenti (v.). Si trova anch'essa sul displuvio che separa la Valcestona (v.) dal Cra­chental (v.). Nel 1633 rappresentava uno dei dieci colonnelli, cui era affidato il go­verno del comune (A.S.Vi., Atto Not. Crestan Menegatti, 13 novembre 1633)- La famiglia Chiomento, discendente da un Clemente fu Enrico di Germania, entrerà a far parte ufficialmente del comune di Foza, dopo settanta anni di domicilio, nell'anno 1568 (A.S.Vi., Atto Not. Gianesino Fincati, 21 novembre 1568).

Chiomenti di Sopra. Come contrada, deve il suo nome alla famiglia Chiomento. Si tratta di un piccolo nucleo di abitazioni sul dorsale del Fartineche (v.), lungo la carrozzabile che dal Sasso Rosso (v.) conduce ai Carpanedi (v.).

Ciepar. È un gruppo di case dei Ceschi, soprannominati « Ciepar », in Val-capra (v.), appollaiato nel fondo di una conca prativa, formata dalla con­fluenza di alcune vallecole nel letto della Valvecchia (v.). Vedi: Plezzi.

Ciscar. La contrada si trova sulla strada del Ribenach (v.), ai confini con Gallio. Verso la fine del Settecento (dopo la riduzione dei colonnelli di Foza da dieci a cinque), faceva parte del quinto e ultimo colonnello del comune, quello degli Alberti (v.). Deve il suo nome a un soprannome della famiglia Lunardi (A.S.Vi., Atto Not. Michele Lazzari, 22 settembre 1791).

Clamar. Località boscosa, dove i fozesi del posto erano autorizzati nell'Ot­tocento a rifornirsi di legna combustibile (A.C.F., Del. Cons. Com., 29 marzo 1886).

Clezel. (Forse da Cloetze che significa Sonaglio o campanaccio di rame da appendere al collo delle vacche: vedi A. Baragiola, op. cit., p. 53). Ma po­trebbe anche essere interpretato come diminutivo di Cloz (v.). Il toponimo designa una valle boscosa, che scende dalla costa del mon­te Castelgomberto verso la piana di Marcesina, percorsa in parte dalla strada comunale che sale dalla malga Fratte. Vedi: Col del Clezel.

Cloz. Contrada del colonnello di Gavelle (v.), fra i Lazzaretti (v.) e i Carpanedi (v.) Prendeva o meglio dava il nome ad una menda dei Ghel-ler (v.) (A.S.Vi., Indice dei Protocolli del notaio Michele Lazzari, 1755-1806). Per la sua spiegazione, il toponimo potrebbe essere avvicinato a Cross (v.). Vedi: Cross.

Cnottener. Oggi, Cnottenar. Contrada del colonnello degli Alberti (v.), che prende nome da uno dei tanti soprannomi della famiglia Alberti, deri -vante dalla località Cnotto (v.) (A.S.Vi., Foza, Mappa Perimetrale del 1813 e relativo Sommarione).

Cnotto. Località il cui toponimo, di origine tedesca, significa « Sasso, Roccia». Passerà il nome ad una delle famiglie degli Alberti, i Cnottener (v.) (A.S.Vi., Indice dei Protocolli del notaio Michele Lazzari, 1755-1806; Fo­za, Mappa Perimetrale del 1813 e relativo Sommarione, xxxi; Mappa Au­striaca del 1834). Vedi: Knoten.

Col Cappon. Colle sulla dorsale che da Cruni (v.) porta al Monte Miela (v.).

Col della Lepre. Vedi: Hadeleche.

Col della Matta. Altura boscosa, in località Matta, sulla costa settentriona­le del monte Castelgomberto (v.), concessa verso la fine dell'Ottocento al taglio di combustibile domestico per le contrade Cattagni, Guzzi, Gavel-le, Furlani, Carpanedi, Lazzaretti, Pruntal e Ciepar (A.C.F., Del. Cons. Com., 7 maggio 1894). Vedi: Matta.

Col del Clezel. È cosi chiamato il crinale di monte che scende dal termine della strada di Val Pelosa (v.) sino ai pressi di Pozzetta Ronchetto (v.). In una delibera del consiglio comunale di Foza del 31 luglio 1921, la località ci viene presentata come termine della strada comunale Malga Fratte-Col del Clezel, gravemente danneggiata dalla guerra (A.C.F., Del. Cons. Com., 31 luglio 1921). Il toponimo va spiegato come un diminutivo di Cloz (v.). Vedi: Clezel.

Col Vento. Il primo tratto di strada delle Laite (v.), affidato nel 1760 allo stradino Bortolo Contri, partiva da Col Vento (v.) : colle a oriente dei Po­lenti, chiamato ancor oggi Bintee (da Wind = vento) (A.S.Vi., Atto Not. Michele Lazzari, 12 aprile 1760). Vedi anche Terre Rosse.

Comunanze. Oltre ai Plezzi (v.), Foza disponeva e dispone (l'ultimo con­tratto di affittanza comunale in nostro possesso è dell'n maggio 1946) di altri pascoli comunitativi, sulla montagna di Zomo, chiamati le Comunanze. Agli inizi del secolo, va il comune vi costruiva una malga, denominata malga delle Comunanze o anche Xomo (A.C.F., Del. Cons. Com., 29 set­tembre 1908, n. 313; 28 dicembre 1909, n. 337) o Zomo. Vedi: Zomo.

Contesa. È cosi chiamata, a partire dalla metà dell'Ottocento, la zona boschiva di Posgruba, diventata oggetto di « contesa » fra i comuni di Foza e di Gallio. Vedi: Posgruba, Tre Pali e Sbarbental.

Conzato. Indica sia una strada che una contrada. Come contrada, v. Chemple. Come strada, si tratta di un sentiero consorti­le, che un tempo si staccava dalla strada del Lampach (v.) per raggiungere più direttamente il fondovalle della Valcapra (v.) (A.S.Vi., Foza, Mappa austriaca del 1834). Nel 1924, il sentiero era diventato una strada ex-militare e il consiglio comunale si dava premura di iscriverla fra le strade del comune (A.C.F., Del. Cons. Com., 3 luglio 1924).

Corda. Località sulla Valgadena, attraversata da uno stretto passaggio sca­vato in parte sulla roccia che da Valcestona conduce in Valgadena (v.). Per attraversarla c'era, infatti, bisogno di una corda fissata alla parete rocciosa. I documenti storici ce la ricordano come praticata soprattutto da quelli di Valstagna per asportarvi legna di frodo... Ma anche per i suoi faggi, che si prestavano molto bene, soprattutto, per la produzione del carbone (A.C.F., Del. Cons. Com., 21 gennaio 1896; 30 ottobre 1899).

Cordina. Era cosi chiamato il ponte, sospeso, che attraversava ad una certa altezza il fondo della Valgadena (v.). Non era un caso isolato. Si trattava, di un ponte pensile, pedonale o ca­vallaro, costituito da una fune o corda, che ne rendeva possibile il transito sulla valle (A.S.Vi., Atto Not. Ferdinando A. Omizzolo, 17 giugno 1718). Nelle sue vicinanze, il comune di Foza aveva un bosco di faggio ed abete, piuttosto inaccessibile e pericoloso, ma adatto alla carbonifica-zione, per cui di tanto in tanto, per sopperire alle spese della amministra­zione ordinaria del comune, il consiglio deliberava di metterlo all'asta o di tagliarlo (A.C.F., Del. Cons. Com., 4 settembre 1892; 23 settembre 1893)-

Corigolo. Il toponimo deriva dalla voce latina, e poi italiana, di « Curriculum » o Correggio: strada per il trasporto delle piante tagliate o del legna­me. Designa, o meglio, designava un sentiero che, staccandosi, all'altezza dei Téssar (v.) di Sopra, dalla via di San Francesco (v.), scendeva per la co­sta orientale del Pubel (v.), sino a raggiungere la strada comunale delle Laite (v.) (A.S.Vi., Atto Not. Michele Lazzari, 20 settembre 1767; Foza, Mappe Austriache del 1834 e del 1840). Fra gli ultimi interventi del comune che riguardano il Corigolo, ce n'è uno del 1950 che approva l'abbattimento delle piante resinose deperienti lungo questo sentiero del Pubel (A.C.F., Del. Cons. Com., 26 maggio 1950).

Cornelle. Località a sud-est del Pubel (v.), dove nel 1769 Lunardo Mene-gatti possedeva qualche campo di terra arativa (A.S.Vi., Atto Not. Miche­le Lazzari, 25 agosto 1769).

Cornon. La denominazione (dall'accrescitivo dell'italiano Corno) di que­sto sperone occidentale del Sasso Rosso (v.), alto 1065 metri s.m., da cui scende verso mezzogiorno la dorsale del Piangrande (v.), non è antica; sembra anzi piuttosto recente, non risalendo nei documenti più in là del secolo scorso. E, senz'altro, dovuta all'impressione che la prominenza orientale del Sasso Rosso fa a quelli che la vedono dal basso, cioè a dire, da Valstagna.

Corone. Vedi Castelloni.

Costalta. È nome di località, riconducibile alla ripidità della costa che scen­de dalla montagna sovrastante. Si tratta dell'ultima propaggine meridionale della Montagna Nuova (v.). Il toponimo compare, la prima volta, nel 1636, in un atto di livello del signor Sartorio Sartori di Bassano ad Antonio e Zamaria Contri di Foza (A.S.Vi., Atto Not. Crestan Menegatti, 20 giugno 1636). Nel primo dopoguerra, fra le strade comunali, danneggiate dalla guer­ra da affidare al Commissariato di Treviso, figura anche la strada Ro-staich- Costalta (A.C.F., Del. Cons. Com., 31 luglio 1921). Vedi: Vanzo.

Costar. Contrada, ai confini con Gallio, nelle vicinanze di Ribenach (v.), destinata nel 1889 a servirsi dell'acqua del costruendo pozzo del Campo dei Sambugari (v.) (A.C.F., Del. Cons. Com., 22 dicembre 1889). Cede il suo nome ad uno dei tanti rami della famiglia Lunardi. Vedi: Antiche Famiglie fozesi e loro soprannomi, alla voce Lunardi.

Costoni. O anche Costoni-Renzola. Località particolarmente ricca di bo­schi della vai Renzola (Roana), arrivata in possesso a Foza colla spartizio­ne dell'ex territorio consortile dei Sette Comuni (1926).

Covalcaro. E denominazione di origine tedesca riguardante un certo sito della Valgadena, al confine tra Foza e Valstagna, il cui significato dovreb­be essere quello di « svolta del Covolo » (da Kubal = covolo + Khear = svolta. Confi. Chertal). Si tratta di toponimo documentabile dagli inizi del Settecento (F. Signori, Valstagna e la Destra del Brenta..., pp. 200-201). La località, oggi ben nota per l'interesse speleologico, veniva in passato affittata dal comune di Foza, per la sua arziva e la sua legna da ardere, ai Lazzarotto di Valstagna (A.C.F., Del. Cons. Com., 29 aprile 1899).

Covole. Le Cubole o Cugoe sono delle grotte, formate da rocce sporgenti, che possono servire da rifugio in caso di bufera (A. Baragiola, op. cit., p. 28). Nel territorio di Foza se ne trovano un po' ovunque. Vedi: Camarette.

Crachental. Valle che, scendendo alle spalle del Sasso Rosso (v.), corre in direzione nord sino a sprofondarsi nella Valgadena (v.). Il suo nome più antico, rintracciabile nei documenti del comune è Clanchertal (A.S.Vi., Atto Not. Crestan Menegatti, 26 ottobre 1648). Con ogni probabilità, si rifa ad un Chelarghen + tal, donde, in prosieguo di tempo, il Clancher + tal del Seicento e il Crachen + tal di oggi. Per il suo significato vedi: Celarghe.

Cristo. Località, sulla strada per Valstagna, caratterizzata dalla presenza de­vozionale di un Crocifìsso. Verso la fine dell'Ottocento, i fozesi, in questa località, erano spesso autorizzati a rifornirvisi di legna combustibile, anche nel rischio di ve­dersela asportare da quelli di Valstagna... (A.C.F., Del. Cons. Com., 21 gennaio 1896).

Croce del Vescovo. E una delle località, sulla strada delle Laite (v.), dove la povertà dei valstagnesi, verso la fine dell'Ottocento, si spingeva ad asportare legna da ardere, sottraendola furtivamente al comune di Foza e ai suoi abitanti (A.C.F., Del. Cons. Com., 21 gennaio 1896). La Croce, da cui, secondo la leggenda, la località prende nome, sareb­be stata piantata dai fozesi a ricordo dell'incontro del 1563 col vescovo Gi­rolamo de Santis, che saliva da Valstagna per la visita pastorale dell'Alto­piano (Vedi: Memorie manoscritte di Giovanni Contri).

Cross. Toponimo, abbastanza diffuso nel territorio attuale di Foza, collega­to alla presenza di massi o rocce. Potrebbe essere accostato, per il significato, sia al termine Croto o Grot­to (v. Crote), che alla voce Knott, che in cimbro significa Sasso, Roccia.

Crote. La località, che, nella Mappa Perimetrale Napoleonica di Foza del 1813, appare ubicata nelle vicinanze della Buca di Sorlaro e di Lora (A.S.Vi., Foza, Mappa Perimetrale Napoleonica del 1813, lxxvi), deve, con ogni probabilità, la sua denominazione alla natura spoglia e sassosa del terreno (Da «crupta» latino, donde l'italiano «grotta» e il veneto « groto ». Confi. D. Olivieri, Dizionario di Toponomastica Veneta..., p. 98, n. 8).

Crume. Vedi: Cruni.

Cruni. Crunn o Crume. Antica contrada nei pressi della Piazza, al bivio della carrozzabile per Valstagna, appartenente, in origine a Gavelle e quindi, in successione di tempo, al colonnello della Piazza (v.). Deve il suo nome ad uno dei soprannomi dei Gheller (A.S.Vi., Indice dei Protocolli del notaio Michele Lazzari 1755-1806).

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Tratte dal libro di Don. Franco Signori "Foza una Comunità una Storia".

 

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