MUNICIPIO
Fu ricostruito dalle macerie della Prima Guerra Mondiale, ed è stato per molti anni sede delle scuole elementari.
Dopo la ristrutturazione, è stato inaugurato nella primavera del 1985.
Ospita l’ambulatorio medico, uno sportello bancario, la biblioteca dedicata dal 7 settembre 1985, al Gen. dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa.
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CHIESA PARROCCHIALE S. MARIA ASSUNTA
Realizzata tra il 1921 e il 1926 dall’impresa Gheller Giuseppe di Foza. Facciata e campanile sono di pietra bianca locale (opera artigianale di scalpellini). E’ in stile neo-romanico lombardo, ha tre navate divise da colonne monolitiche in pietra rossa dell’Altopiano. Gli altari sono di alabastro. La chiesa non conserva la decorazione primitiva a fasce alternate bianche e brune sotto gli archi. Sono dello stesso periodo: il Battistero, le statue della Madonna e del Sacro Cuore di Gesù coi fanciulli, realizzati in legno da raffinati scultori della Val Gardena. La statua della Madonna ha sostituito nel 1926, per volere del vescovo Elia Dalla Costa, in occasione delle feste quinquennali, l’antica immagine della Vergine del 1400, che indossa abiti di stoffa e si conserva nella cappella della Scuola materna SS. Angeli Custodi.
L'Organo è un Dono di mons. Cirillo Omizzolo nel 1984. Realizzato dalla ditta Volpato Livio di Codiverno di Vigenza (PD) con due tastiere e una pedaliera.
La Pala appresenta la Madonna in trono con Bambino, tra S. Benedetto a destra e S. Giovanni evangelista a sinistra.
E’ un’opera commissionata dai frati di Campese a Francesco da Ponte detto il Vecchio e finita nel 1519. E’ stata restaurata nel 1836 anno del voto alla Madonna Assunta, patrona di Foza, di onorarla solennemente ogni 5 anni. Probabilmente è stata ritoccata una seconda volta durante il profumato e infine, nel 1981, su commissione delle Belle Arti di Venezia, per mano di Tassello Ottorino di Bassano del Grappa.La Pala, con la sua ricchezza di particolari, è una testimonianza religiosa,sociale, economica e politica di Foza.
S.Giovanni Evangelista regge un calice da cui esce una vipera: La popolazione lo pregava per essere preservata dagli avvelenamenti e , nella sua festa, riceveva la comunione sotto le due specie.
S.Benedetto fondatore dei frati Benedettini. Foza era proprietà del monastero dei benedettini di Campese, per cui S. Benedetto è raffigurato con il libro della famosa regola riassunta in “ora et labbra” e il pastorale nella sua destra,a testimonianza di chi deteneva la prprietà spirituale e materiale del tempo.
Interessante è lo sfondo: a destra è rappresentato il paesaggio silvo - pastorale di Foza e ben in vista, è la laguna di Venezia, su cui primeggia il Palazzo Ducale. Foza, infatti, fin dai suoi albori è stata legata per economia, politica e difesa, alla Serenissima. Il paesaggio di destra è un angolo di vita di Foza.
Il Crocifisso scolpito artisticamente su tronco di ulivo nel XVII sec. da autore ignoto.
Le Campane. Nel 1983 le 5 campane esistenti sono state rifuse per ottenere una lega di bronzo più ricca di stagno, che garantisce un suono più limpido e argentino. A queste ne è stata aggiunta una sesta, la maggiore. Quest’ultima e la rifusione delle altre, sono doni di mons. Cirillo Omizzolo di Foza.
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ORATORIO DI S. FRANCESCO
Proseguendo dal centro di Foza per la strada del Pubel, in cima al colle, sorge la chiesetta di S. Francesco.
Fatta costruire nel 1641 dal Comune di Foza, in una radura all’estremo sud del colle del Pubel, a circa 400 metri dal posto attuale, fu distrutta da un incendio nel 1902 e dalle bombe della guerra 1915-18. Accanto alla chiesetta abitava, in grande povertà, fin dal 1645, un eremita dell’ordine dei Francescani. L’ubicazione attuale, voluta dal parroco don Antonio Costa, risale al 1925.
Nel luogo dell’antica chiesetta sorge ora una croce. Da qui si può godere uno dei più bei panorami.
Questa zona fu linea di estrema difesa nell’autunno 1917. Gli Austriaci dominavano l’orlo dell’Altopiano ma le truppe italiane, in prevalenza Alpini, abbracciati alle rocce che scoscendevano sulla Val Brenta, tenevano duro e dopo fasi alterne della lotta, riprendevano molte posizioni perdute fino alla vittoria finale.
Nell’autunno 1944, durante aspre operazioni di rastrellamento operate da truppe tedesche nella 2ª Guerra Mondiale, vennero trucidati nei pressi della Chiesetta alcuni Partigiani italiani.
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ORATORIO DI S. ROCCO
A Gavelle, la più antica contrada di Foza, c’è l’oratorio dedicato a S. Rocco.
Costruito per voto, in seguito ad un’ondata di peste fu distrutta, tranne il campanile, dalla guerra 1915-18 e rifatta nel 1925.
S. Rocco viene festeggiato solennemente il giorno successivo all’Assunta.
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MONUMENTO ALL’ALPINO
Eretto all’incrocio tra la strada del Pubel e quella che porta al monumento ai caduti. Realizzato dal prof. Zordan Giancarlo di Cogollo del Cengio utilizzando schegge di granata della prima guerra mondiale. Inaugurato il 20 ottobre 1974.
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MONUMENTO ALL’EMIGRANTE
In mezzo ad un giardino al centro di Foza, nel 1981, su iniziativa del Presidente dell’Associazione emigranti, Cav. Ilario Omizzolo, è stato posto un masso di marmo rosso. E’ il simbolo dell’attaccamento dell’emigrante alla propria terra. IL monumento è stato inaugurato dal Cardinale Sebastiano Basso in occasione delle feste quinquennali.
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MONUMENTO AI CADUTI
A fianco del monumento all’Alpino parte un viale alberato che porta al tempietto della Madonna del Rosario. Su molti tronchi del viale e sulla parete tutt’attorno alla chiesetta sono state poste targhette a ricordo dei caduti di Foza durante la guerra 1915/18 e 1940/45.
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