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Malghe - Economia d'Alta Montagna

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LE MALGHE

La Malga è un’azienda agricola temporanea: è attiva da 90 a 120 giorni all’anno. È costituita da un pascolo e da infrastrutture di servizio:

  • la casara (abitazione, con annesso luogo dove si fa il formaggio, deposito ed eventuale punto vendita)
  • la stalla
  • il porcile.

Nel pascolo ci sono le pozze, dove la mandria si abbevera. La malga è sempre recintata. È gestita da un malghese che, quasi sempre è casaro (sa fare il formaggio) e da vaccai (che accudiscono le mucche) o da pastori.

mucche al pascolo

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LE MALGHE DELL’ALTOPIANO

Sull’Altopiano le malghe sono 87, però 77 appartengono  degli otto Comuni che fanno parte della Comunità montana “Spettabile reggenza dei 7 Comuni”, le altre 10 sono dei Comuni di Castrano, Lugo e Calvene, della Comunità montana “Dall’Astico al Brenta”. Tradizionalmente le malghe si caricano ai primi di giugno e si scaricano il 21 settembre (S. Matteo), giorno di fiera ad Asiago.

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LE MALGHE DI FOZA

Le malghe di Foza sono 8:

MALGA FRATTE (1370 m)

E' caricata a Bovini. Si trova lungo la strada tra Lazzaretti e la Piana di Marchesina. È una tra le meno estese dell’Altopiano. È circondata da boschi di abete rosso e faggio. Davanti alla casara passa la strada che porta ai monti: Meletta, Castelgomberto e Fior. I suoi pascoli sono spesso visitati da caprioli, lepri, volpi.

MALGA LORA (1668 m )

E' caricata a bovini. Si trova in fondo ad un “catino montuale” che si forma tra le cime del M.Fior, M. Castelgomberto e M. Spill. Tra questi pascoli ci sono luoghi ricchi di memorie della Prima guerra mondiale. Vicino alla malga ci sono i resti di un cimitero militare. Vicino alla selletta “Stringa” ci sono importanti camminamenti e trincee e sulla cima di Castelgomberto si erge un monumento al Generale Euclide Turba, morto qui durante la battaglia del 23 novembre 1917.

MALGA MELETTA (1707 m)

E' caricata a bovini. È una malga vasta che si trova sul M. Meletta. Un ripido sentiero C.A.I., il n, 860, posto a Sud, porta in breve tempo a Foza. Attorno alla casara ci sono spuntoni di rosso ammonitici.

MALGA MONTAGNANOVA (1724 m)

E' caricata a bovini, I pascoli della malga si estendono sui versanti Sud e Ovest del M. Spill. Nella “Busa del Sorlaro”, non lontano dalla casara verso Nord, dove vive una colonia di gracchi (sorli) alipini. Non è raro vedere mufloni o sentire coturnici.

RONCHETTO ( 1330 m)

E' caricata a bovini. Continuando oltre malga Fratte, lungo la strada asfaltata, si giunge a Ronchetto e si è nella Piana di Marchesina. Caratteristica di tutte le malghe della Marchesina è di essere nella grande morena originata dall’ultima glaciazione würmiana (circa 16.000 anni fa). Tra i pascoli si notano i cumuli di sassi arrotondati, raccolti dall’uomo per aumentare la superficie del pascolo.

SASSO ROSSO (1179 m)

E' caricata a bovini. Si trova sulla sommità del Monte Sasso Rosso. Si affaccia sulla valle del Brenta.

SLAPEUR (1628 m)

E' caricata a bovini. Si trova ad Ovest del M. Fior, luogo delle cruenti battaglie del giugno 1916 e del novembre e dicembre 1917, Vicino alla casara un monumento ricorda un reggimento di truppe bosniache che qui hanno valorosamente combattuto. Si possono vedere marmotte e mufloni.

XOMO (1460 m)

E' caricata a bovini. Si trova sulla sommità del M. Badenecche, con vista sulla Val Galena.

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LA VITA IN MALGA

Il cane del malghese corre a comando a radunare le mucche che devono essere munte dopo aver passato la notte a pascolare e a riposarsi. Verso oriente comincia ad albeggiare. Inizia così ogni giornata in malga. Quando le mucche arrivano nella stalla inizia la mungitura che viene ultimata verso le 8 circa. Il latte viene messo in una vasca refrigerata in attesa dell’autobotte del caseificio o viene messo nella caldaia per la trasformazione in formaggio. Segue la pulizia dell’impianto di mungitura e della stalla e una veloce colazione che, ora come un tempo, è a base di polenta abbrustolita e un po’ di formaggio o salame. Devono poi pensare all’alimentazione dei maiali. Si aggiungono crusca, tritello, farina d’orzo o di mais al siero residuo della lavorazione del latte.
Dopo la mungitura si rimandano le mucche al pascolo. Il resto della giornata viene impiegato a falciare le erbe infestanti, a lavori di manutenzione (recinzione, pulizia delle pozze…) intanto il casaro inizia a lavorare il latte per trasformarlo in burro o formaggio. Ciò impegna fino all’ora di pranzo. Il pasto consiste in una pastasciutta o in una zuppa, un po’ di carne e verdure e poi c’è un breve e meritato riposo. Dopo un caffè si riprendono i lavori: il casaro cura il formaggio nel magazzino e nel salatoio, prepara la legna da ardere per riscaldare il latte e la cucina; i vaccai escono a lavorare nel pascolo e poi, verso le 17.00, con l’aiuto dei cani, conducono verso la stalla le vacche per la mungitura del pomeriggio, proseguendo alle solite incombenze fino a dopo le 20.00.
Segue la cena a base di polenta, formaggio o salame, un bicchiere di vino, 4 chiacchiere sul tempo, le vacche, i ricordi e poi a dormire, perché prima delle cinque suonerà la sveglia.   

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