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Foza

La Perla Dell'Altopiano

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Flora e Fauna

IL BOSCO MISTO
Il bosco misto s’incontra salendo dalla pianura sull’Altopiano e si presenta in forma di boscaglie. E’ ben visibile nella Val d’Assa, nella Val Frenzela e nella Val Gadena. Spesso s’alterna al pascolo aprendosi in spiazzi e radure.

PIANTE
E’ sufficiente la poli­cromia autunnale a mettere in risalto i vari tipi di alberi, di ce­spugli e di arbusti. Si riconoscono così, anche da lontano, l’Orniello, la Roverella, il Faggio, il Carpino, gli Aceri, il Ciliegio selvatico, il Pioppo, il Pino sil­vestre, il Nocciolo, il Salicone, il Sorbo montano, l’Ailanto, il Sorbo, Il Tamaro, la Palla di neve.  Anche la Berretta da prete,il Sambuco, l’Ebbio, la Lantana, il Caprifoglio risaltano nel lento abban­dono del bosco.
Nel sottobosco il Gigaro variopinto spicca sul fondo bruno della lettiera. Ci sono,poi i Rovi: la Mora di pruno, il Lampone e il Rovo erbaiolo che offrono cibo abbondante agli uccelli indigeni e di passo.

LA FLORA
La flora del bosco misto so­vrabbonda di specie, che compaiono lungo quasi tutta la fascia boschiva che cinge l’Altopiano a sud e talora si spin­gono all’interno, sin quasi alle soglie della zona alta. In aree scoperte e ben esposte, in vallette e pascoli, cresce a primavera il Narciso dei poeti. Più tardi, a stagione inol­trata, nei luoghi rupestri, fioriscono: l’Asfodelo, il Gladiolo palu­stre, il  Mughetto e, in zone ristrette: la Fassinella e il Giaggiolo susino. Numerose sono le Orchidee tra le prime sboccia il Giglio sambucino, poi l’Orchidea pallida, la militare, la piramidale, la strinata, il Fior mosca, il Fior di legna, che predilige i pendii assolati, le selve rade e luminose.
Nelle boscaglie ripide e trascurate, vedi in quelle fiancheggianti le valli maggiori e che sboccano nella pianura, si può incontrare la stupenda Peonia sel­vatica, il velenoso Aconito antora, il Semprevivo dei tetti, il Giaggiolo selvatico, il Gi­glio rosso ecc. Due soltanto sono le specie a fioritura affatto invernale: la Rosa di Natale (nella parte occidentale del territorio) e l’Elleboro fetido, piut­tosto localizzato, già presente in fiore da gennaio a febbraio.Sui roccioni a piombo delle valli più fonde ed anguste fioriscono dapprima l’Orecchia d’orso, precoce e pregiata, e più in basso nell’ombra, alle falde dei costoni, la Cortusa del Mattioli, mentre poi d’estate ecco il Rapon­zolo di roccia, pianta di fessura, vero or­namento delle pareti rocciose.

FUNGHI
Il vasto mondo dei Funghi sembra proprio offrir qui nel bosco misto, un saggio della sua straordinaria varietà: i Cortinari e i Gon­fidi,  le Russole e gli Igrofori, le Stelle di terra, il Clatro, lo Stuzzicaorecchi, le Elvelle... Funghi che «attaccano» il legno morto — rami, pigne, tronchi, aghi — fa­vorendone la trasformazione in humus: gli Stereum della ramaglia, i Poliporelli e vari Polipori. Sulle ceppaie s’insediano, per un’opera demolitrice, molte Micene, gli Ifolomi, i Chiodini. Ci sono, poi i Funghi che vi­vono in simbiosi con le piante del bosco. Troviamo: il Boleto dal piede cavo, il Boleto viscoso, il Boleto granu­loso, il Porcinello rosso, il Porcinello grigio delle betulle, il Pinarello, il Peveraccio lilacino, il Lattario aranciato, il Lattario sanguigno, l’Aga­rico, il Cor­tinario triviale, il Cortinario multifor­me, il Cortinario veneto, le Ramarie, lo Steccherino bruno, la Colombina verde, la Colombina bianca ecc.

ANIMALI
Abbastanza frequente è pure l’incon­tro con il più vivace roditore del bosco: lo Scoiattolo. E’ diffi­cile invece imbattersi nel Ghiro e nel Moscardino delle nocciole ed ancora di più nel Quercino: animaletti questi nor­malmente attivi di notte.Nelle radure accoglienti s’espone, anche in pieno sole, il Capriolo e il suo pelame fulvo risalta, d’estate, tra l’erba alta gre­mita di fiori.

GLI INSETTI
Soprattutto nelle ore di piena luce, per l’aria e tra le erbe, v’è un intreccio fittissimo di voli e di «voci», un via vai frenetico di esseri, dai più visibili ed at­traenti, ai minuscoli, modesti animaletti del suolo. Le Farfalle per prime si fan notare per la loro leggiadria: accanto a forme note e comuni , come le Cavolaie. Ve ne sono di pregiate sia per dimensioni e che per tinte: la Farfalla del pioppo o il Grande Silvano, il Piccolo Silvano e le Apature, tutte dai riflessi cangianti al sole. E’ facile scorgere il volo a «balzelli» di tre Satiri dei boschi misti: la Farfalla del faggio, la Driade o il Grande Negro dei boschi e l’Agreste oppure notare sui fiori di Scabiosa e sui Cardi le vistose Zigene. Ben altre specie s’incontrano nelle giornate radiose: il Podalirio, il Macaone le  Vanesse, gli Arctiidi dalla vivacis­sima colorazione: la Era, la Villica e la Dominula. La Caja, invece, altra co­mune farfalla del genere, ha abitudini notturne e di giorno resta inattiva, na­scosta nella vegetazione. Tra i Coleot­teri più notevoli ed interessanti vi sono la Strangalia dalle 4 macchie, il Ceram­bice della quercia, il Cervo volante, il floricolo Maggiolino fasciato, il Carabo gigante, il Calosoma, la Scintillatrice rutilante.

UCCELLI
Tra i ce­spi e gli arbusti del sottobosco si pastu­rano il Merlo, il Ciuffolotto, la  Passera scopaiola, la Ghiandaia e la Nocciolaia, avide ambe­due di nocciole e di faggiole...Abituali inquilini delle faggete miste sono: il Cuculo di cui si avverte la presenza da aprile e maggio, il Fringuello, la Capinera, il Pettirosso.

 

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